Mindfulness significa avere consapevolezza di sé prestando attenzione alla realtà nel momento presente, in maniera oggettiva e distaccata e, soprattutto, non giudicante. Non a caso, la parola inglese “mindfulness” significa proprio “consapevolezza“. La pratica della mindfulness può, pertanto, essere considerata come una sorta di processo che – attraverso la messa in pratica di particolari tecniche di meditazione – porta l’individuo ad essere consapevole di sé stesso, dei propri pensieri, delle proprie sensazioni e della realtà, intesa come qui e ora, che lo circonda. Le sue origini derivano da quella che è la filosofia buddhista secondo cui la sofferenza (intesa come sofferenza psicologica) deriva da una visione errata della realtà che può essere corretta mediante la meditazione e il raggiungimento della cosiddetta illuminazione. La mindfulness come intervento terapeutico nasce intorno agli anni ’80 rivolto principalmente a stati di sofferenza acuta e di stress ed applica la meditazione di consapevolezza al contesto clinico. Il biologo jon kabat- Zinn, professore della school of Medicine of Massachusetts, creò un particolare programma, definito Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR), da cui poi si svilupperanno altri protocolli. Nella sua clinica cercava di proporre una tecnica atta a risolvere quella sofferenza dovuta ad uno stato di disequilibrio, proponendo una nuova comprensione e consapevolezza del proprio sentire, attraverso una meditazione guidata.

Cosa è il Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR)

L’MBSR è l’acronimo di Mindfulness Based Stress Reduction e si basa sulla pratica meditativa attraverso cui pensieri, fatti, emozioni e sensazioni, possano essere sentiti e vissuti senza stress, ottenendo un benessere diffuso sia mentale che fisico.

A cosa serve il Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR)

Il Mindfulness Based Stress Reduction è nato principalmente per aiutare pazienti con dolori cronici o affetti da malattie terminali. Questa disciplina che spazia tra l’Olistico e la Psicologia, è stata col tempo poi associata ad altre tecniche psicoterapeutiche come nel caso della psicoterapia cognitivo comportamentale quella psicodinamica. Ad esempio, la Mindfulness Based Cognitive Therapy (MBCT) ha offerto una nuova modalità nel lavoro clinico alla depressione. Partendo dalla riflessione che i nostri pensieri possono essere di per sé ricorrenti, è possibile che il paziente riattivi quella particolare rimuginazione del pensiero negativo che provoca una disfunzione nel sentire e di conseguenza relazionarsi con gli altri. Secondo l’MBCT si può aiutare il paziente a sviluppare una nuova relazione tra il proprio corpo e i pensieri, che lo protegga dal circolo vizioso del pensiero legato alla depressione.

Quali sono i principali disturbi psichici e i disagi interiori che si possono curare con la Mindfulness?

 Il trattamento della Mindfulness è usata per quei disturbi psichici e disagi, solitamente causati da patologie come:

  • aggressività;
  • ansia;
  • attacchi di panico;
  • cancro;
  • cefalea;
  • depressione;
  • difficoltà relazionali;
  • dipendenze;
  • disturbi del sonno;
  • disturbi alimentari;
  • dolore cronico;
  • epilessia;
  • ipertensione;
  • malattie cardiovascolari;
  • malattie polmonari;
  • problemi di coppia;

Chi si rivolge solitamente al trattamento di Mindfulness?

Chiunque può intraprendere un percorso Mindfulness. Questo tipo di lavoro è adatto a tutti coloro che desiderano vivere al meglio la propria esistenza, abbracciando uno stile di vita più consapevole attraverso il giusto equilibrio psico-fisico.

Come funzionano le sedute di Mindfulness con lo psicoterapeuta?

Il primo colloquio sarà conoscitivo e permetterà allo Psicoterapeuta di definire lo status del paziente e indicare la tipologia di percorso da intraprendere. Le successive sedute individuali in studio (solitamente si può iniziare con un ciclo di 10 incontri con cadenza settimanale) saranno accompagnate da esercizi da svolgere nel quotidiano, per non vanificare il lavoro svolto tra una seduta e l’altra. La Mindfulness prevede l’alternanza di pratiche formali e informali. Le pratiche formali sono esercizi di meditazione basati sul respiro, sul rilassamento profondo, sulla camminata, che aiutano ad aumentare la propria percezione corporea. Le pratiche informali sono invece comportamenti da attuare nel quotidiano, per creare nuove abitudini e migliorare lo stile di vita.

Come può aiutare la Mindfulness a risolvere problemi?

La pratica Mindfulness crea svariati benefici, sia mentali che fisici. Studi riportano l’influenza positiva sul funzionamento e la struttura del cervello, del sistema immunitario, endocrino, dei comportamenti e delle relazioni. L’obiettivo è di creare maggiore consapevolezza nell’individuo. È suggerita sia come terapia unica, sia combinata ad altre cure mediche e psicologiche, costituendo un valido supporto per affrontare la maggior parte dei disagi psicologici.

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